Influenza A, a Napoli quattro morti in due giorni

Influenza A

Quarta vittima in 48 ore a Napoli a causa del virus della nuova influenza A/H1N1. Nella nottata tra giovedì e venerdì si è spenta all'ospedale Cotugno L.L., una 45enne che si trovava ricoverata dal 9 novembre nel reparto di Rianimazione delle malattie infettive in seguito a una grave forma di meningite. Solo giovedì erano decedute due persone al Cotugno: si tratta di E.S., 29 anni, e P.I, 52enne, entrambi sofferenti di patologie pregresse.

La ragazza, affetta da retinooblastoma all'occhio sinistro e deficit psico-intellettivo, si è spenta per insufficienza respiratoria acuta con broncopolmonite bilaterale da influenza H1N1. L'uomo, invece, era un disabile sofferente di epatopatia cronica. A stroncarlo è stata un' insufficienza respiratoria acuta con broncopolmonite bilaterale da influenza A.

Un uomo di 75 anni, invece, si è spento giovedì al Monaldi per arresto cardiocircolatorio. Il paziente era stato trasferito dall'ospedale Cardarelli nel reparto di Rianimazione del Monaldi e nei giorni scorsi aveva fatto registrare dei miglioramenti.

Via | romagnaoggi.it

In arrivo il Viagra per le donne

In arrivo il Viagra al femminile, un farmaco nato come antidepressivo si scopre alleato della libido femminile

Era stato ideato come soluzione ai problemi depressivi. Oggi potrebbe assicurare un po' di felicità almeno alle donne. Si tratta del flibanserin, un medicinale sperimentato per la cura della depressione, ma che rivelandosi scarsamente efficace in quell'ambito si è al contrario mostrato efficace nel trattamento del Disordine da Desiderio Sessuale Ipoattivo, ovvero la scarsa propensione per i rapporti sessuali presente in alcune donne.
La patologia è caratterizzata dalla diminuzione dell’interesse o del desiderio sessuale con conseguente disagio personale o difficoltà nei rapporti interpersonali. Alcuni studi indicano che una donna su cinque soffre di diminuzione del desiderio sessuale.
A sostenere l'efficacia del Flibanserin come una sorta di Viagra al femminile sono i ricercatori della University of North Carolina Chapel Hill School of Medicine, i quali hanno reso noti i risultati di tre trial clinici separati. Il coordinatore della ricerca, il dott. John M. Thorp, spiega i dettagli della sperimentazione: “Flibanserin è un antidepressivo mediocre. Tuttavia, alcuni ricercatori hanno osservato che questo farmaco è capace di aumentare la libido in animali di laboratorio e soggetti umani. Abbiamo quindi condotto trial clinici multipli e le donne con basso desiderio sessuale che hanno partecipato ai trial hanno riportato un aumento della libido e della soddisfazione sessuale”.
Il Flibanserin va considerato, secondo i ricercatori, alla stregua delle ormai famose pillole blu per l'uomo: “Il calo del desiderio è nelle donne il disturbo sessuale più comune, così com'è la disfunzione erettile per gli uomini”, ha affermato Thorp. “Durante i trial abbiamo testato la dose di Flibanserin più efficace e confrontato il farmaco con un placebo. Cento milligrammi al giorno sono la dose più indicata, che causa un maggior aumento del desiderio e dei rapporti sessuali soddisfacenti”.
Già soprannominato Viagra rosa, a differenza di quello blu non si prende prima del rapporto sessuale. La terapia dura settimane e agisce su quella che viene definita da alcuni una vera e propria malattia invalidante: il calo del desiderio femminile. La molecola ha effetti direttamente sulle zone del cervello femminile associate al piacere e alle emozioni.
I ricercatori americani sostengono che i risultati del Flibanserin possono dare spazio a nuovi trattamenti dei problemi sessuali femminili, basati su approcci diversi: “L'unico trattamento attualmente disponibile per le donne è la terapia di sostituzione degli androgeni”, ha detto Thorp. “Questo farmaco, invece, potrebbe dare origine a nuovi trattamenti privi di effetti collaterali”.

Via | italiasalute.leonardo.it

Influenza A/H1N1: pronti 2,5 milioni di vaccini

Con la terza distribuzione di vaccini contro l'influenza A/H1N1, che si conclude l'8 novembre, saranno distribuite alle regioni quasi 2,5 milioni di dosi. Lo ha affermato il ministero del Welfare. In base ai dati raccolti sono state vaccinate oltre 41mila persone. "Ad oggi sono almeno 700mila gli italiani malati, 200mila dei quali sono bimbi sotto i 14 anni", ha spiegato il professor Donato Greco, epidemiologo dell'Istituto superiore di Sanità.

Al 1 novembre, conferma il ministero, la vaccinazione è stata avviata in 18 Regioni e Province autonome. Entro il 9 novembre sarà avviata in tutte le regioni. In particolare, le autorità sanitarie locali sono state sollecitate a vaccinare con la maggiore rapidità le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e i soggetti dai 6 mesi ai 64 anni appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti, con priorità assoluta ai bambini.

La Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto il 5 novembre un'intesa in base alla quale entro fine novembre verranno consegnate 5 milioni di dosi di vaccino in vari tipi di confezionamento. Ciò consente la programmazione della offerta attiva, da parte delle regioni, della vaccinazione pandemica a tutti i soggetti a rischio individuati dalle ordinanze ministeriali. La distribuzione dei vaccini alla Regioni era iniziata il 12 ottobre.

Via | tgcom.mediaset.it

Giornata per la ricerca sul cancro

Il 6 e il 7 novembre sono dedicate dall'Airc alla ricerca antitumore. Quest’anno il «focus» è sulla comprensione dei punti deboli del cancro, i target molecolari che potranno diventare i bersagli delle terapie di domani. Fra gli appuntamenti la cerimonia al Quirinale, gli incontri con la ricerca in 23 città italiane, la settimana di informazione Rai (fino all’8 novembre) e il contributo dagli stadi di Alessandro Del Piero, Gennaro Gattuso e Javier Zanetti per gli sms solidali di «Un gol per la ricerca». Dettagli e programma sono consultabili sul sito relativo .

Uno degli ultimi studi di maggior interesse rese possibili dei finanziamenti dell'Airc riguarda una «sentinella» che protegge l’intestino. È una molecola che regola le risposte infiammatorie eccessive dell’organismo coinvolte in malattie come il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa e anche il cancro del colon. Si chiama D6 e, se si riuscirà a regolarne l’espressione con farmaci e terapie ad hoc, si potrà spegnere l’infiammazione e verosimilmente ridurre il rischio di tumore. È questa la speranza dei ricercatori italiani che da tempo lavorano su D6 e che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sulla rivista Gut.

L’indagine, finanziata da Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, è stata coordinata da due ricercatori dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) Silvio Danese, responsabile del Centro di Ricerca per le malattie infiammatorie croniche intestinali e del laboratorio di Immunopatologia gastrointestinale, e Massimo Locati, responsabile del laboratorio di Biologia dei leucociti. «Lo studio ha confermato la stretta relazione tra le malattie infiammatorie croniche intestinali, che in Italia colpiscono circa 200mila persone, e il tumore del colon - spiega il dott. Danese -. Per la prima volta abbiamo individuato due nuovi soggetti-chiave in grado di limitare l’infiammazione: il recettore D6 e il sistema linfatico».

Da un lato, infatti, D6 lavora per regolare la difesa immunitaria e impedire che globuli bianchi in eccesso causino un danno infiammatorio all’intestino. Dall’altro, si scopre che il sistema linfatico gioca un ruolo fondamentale: «Quando c’è infiammazione serve a pulire l’edema e tutto ciò che è in eccesso, detriti cellulari, chemochine e citochine infiammatorie – spiega Danese -. Basti pensare al linfedema, che si manifesta quando, per varie ragioni, i vasi linfatici non svolgono più le loro funzioni». E’ ciò che accade, ad esempio, con «braccio gonfio» nelle donne operate al seno. «Ecco – prosegue Danese – se si potesse utilizzare e pilotare questa sua funzione di pompa naturale, il sistema linfatico diverrebbe un’importante risorsa terapeutica».

Il prossimo passo per i ricercatori sarà cercare di fare in modo che le cellule esprimano quantità adeguate di D6, sufficienti a fronteggiare l’eccesso infiammatorio. Con benefici anticancro? «Crediamo di sì e qalche esempio c’è già – risponde Danese -. Si è già visto altri studi che riuscire a spegnere le chemochine infiammatorie, con regolatori diversi da D6, riduce il rischio di tumori della pelle».

Esiste un legame a doppio filo fra le malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, e il tumore dell’intestino. Ciò che resta ancora poco chiaro è la causa di queste patologie, probabilmente legata a una reazione immunologica abnorme da parte dell’intestino nei confronti di antigeni, per esempio batteri normalmente presenti nell'intestino. «L’impatto sulla vita delle persone può essere variabile per sintomi e qualità della vita – spiega Silvio Danese – ma la presenza di queste malattie è un fattore di rischio per il tumore del colon, insieme alla familiarità e all’età». Secondo stime recenti, l‘aumento del rischio oncologico si segnala a partire da otto-dieci anni dalla diagnosi di morbo di Chron o di rettocolite ulcerosa, e ogni anno aumenta di mezzo o un punto percentuale. «E’ importante sottolineare che la diagnosi di queste malattie arriva spesso in giovane età, fra i 15 e i 45 anni. E se normalmente si consiglia alle persone di fare una colonscopia di screening ogni otto anni a partire dai 50 anni d’età, questi pazienti si trovano invece a dover fare un controllo annuale o biennale magari già a trent’anni».

Lo studio è uno dei risultati celebrati da Airc in occasione del tradizionale appuntamento dedicato alla ricerca antitumore, il 6 e 7 novembre, che quest’anno ruota intorno alla comprensione dei punti deboli del cancro, i target molecolari che potranno diventare i bersagli delle terapie di domani. Fra gli appuntamenti la cerimonia al Quirinale, gli incontri con la ricerca in 23 città italiane, la settimana di informazione Rai (dall’1 all’8 novembre) e il contributo dagli stadi di Alessandro Del Piero, Gennaro Gattuso e Javier Zanetti per gli sms solidali di «Un gol per la ricerca». Dettagli e programma sono consultabili sul sito relativo.

Via | corriere.it

Influenza A: come si previene?

Un forte sistema immunitario è il primo alleato per tenere a bada i virus. Per combattere l'influenza, infatti, serve mettere in piena efficienza il nostro sistema immunitario e i migliori alleati dei nostri anticorpi, secondo gli esperti, sono due: una alimentazione varia e "colorata" e una sana attività fisica. Il fatto di muoversi nel modo giusto, infatti, non solo ci fa ammalare di meno, ma rende anche più blandi i fastidi legati a un'eventuale indisposizione e ci aiuta a guarire più in fretta nel malaugurato caso dovessimo essere comunque contagiati.

Un gruppo di scienziati americani ha condotto un esperimento sui topi di laboratorio in base al quale è giunto ad interessanti conclusioni. L'attività fisica regolare e moderata ha mostrato effetti positivi sul potenziamento della risposta del sistema immunitario, minimizzando l'impatto dei virus, quando si viene infettati. Come spiega sul Journal of Infectious Diseases la dottoressa Marian L. Kohut, che ha effettuato la ricerca insieme ai colleghi della Iowa State University in Ames, si è scoperto che svolgere attività fisica regolare permette alla malattia di essere, in pratica, più blanda e più breve.

Già si sapeva da altri studi che le persone moderatamente attive soffrono di un minore numero di raffreddori e influenze, e quando si ammalano presentano comunque sintomi più leggeri rispetto a chi fa una vita molto sedentaria: lo sport, in pratica, potenzia l'attività di diverse parti del sistema immunitario, aiuta a limitare l'attacco virale e a eliminare più rapidamente il virus dal corpo. In quest'ultima ricerca, gli esperti hanno scoperto che i topi mantenuti in regolare esercizio fisico sviluppavano sintomi meno gravi davanti al virus dell'influenza rispetto ai topi non sottoposti allo stesso programma di attività fisica. Attenzione a non strafare però: chi si esercita in modo eccessivo rischia di stressare il fisico e di aumentare la propria vulnerabilità davanti alle malattie.

In ogni caso, un sistema immunitario forte è il primo alleato per tenere a bada il virus influenzale. Secondo un altro studio, sempre americano, il segreto per rinforzare le nostre difese è nei colori da mettere nel piatto. Seguire un menù a base di alimenti colorati aiuta a fare il pieno di vitamine, minerali e fibre. Frutta e verdura contengono anche fitonutrienti, composti dai quali dipendono i colori di questi alimenti e che, nello stesso tempo, apportano una serie di benefici per la salute. Secondo l'America's Phytonutriant Report le preziose sostanze amiche del sistema immunitario sono riconducibili a cinque colori: verde, rosso, bianco, blu-viola e giallo-arancio. Il suggerimento degli autori dello studio è quello di mangiare due cibi di ogni categoria di colore per un totale di 10 "assaggi" al giorno. In particolare, i cibi rossi contengono licopene e acido ellagico e sono alleati, oltre che del sistema immunitario, anche della salute cardiovascolare: dai pomodori alle melagrane, ai frutti di bosco rossi, fino al pompelmo rosa. Anche i cibi giallo-arancioni sono amici delle difese immunitarie e utili per la vista e la salute cardiovascolare: carote, zucca, patate dolci e ananas aiutano a tenere la pelle idratata nei mesi freddi e sono miniere di betacarotene, alfacarotene, luteina, quercetina e altri fitonutrienti che possono essere trasformati in vitamina A.

Via | tgcom.mediaset.it

Influenza A, due morti in Lombardia

E' morta ieri all'ospedale San Gerardo di Monza una ragazza di 14 anni malata di leucemia mieloide acuta e risultata positiva al virus A/H1N1. La giovane, spiega oggi in una nota la direzione generale e sanitaria dell'ospedale, "era trattata con circolazione extracorporea, in cui si era presentata positivita' per il virus A/H1N1". La sua morte, precisano i medici, "e' da attribuire alla evoluzione della malattia ematologica, non rispondente ai farmaci".

E' stato trovato morto nella sua casa, in un paesino del bresciano, un uomo indiano risultato positivo al virus della nuova influenza A. Si tratta del primo decesso in Lombardia - secondo la Regione - direttamente correlato al virus H1N1.

L'uomo, che dovrebbe essere un allevatore, sarebbe morto intorno al 2 novembre e del caso si sta occupando anche la procura di Brescia. Il suo cuore non batteva piu' quando il 118, allertato da una telefonata, e' arrivato nel suo appartamento e lo ha trovato praticamente morto. Gli operatori sanitari gli hanno praticato il massaggio cardiaco, ma la rianimazione non ha avuto successo. Gli accertamenti sulle circostanze della morte sono ora in mano all'autorita' giudiziaria.

Dal riscontro autoptico e' emersa una polmonite bilaterale compatibile con un'infezione virale. "Si e' subito sospettata un'infezione da H1N1 e le indagini hanno confermato", spiega l'assessore alla Sanita' della Regione Lombardia, Luciano Bresciani. La morte sarebbe avvenuta in assenza di altre patologie. "Si puo' dunque dire - conclude Bresciani - che si tratta della prima morte in Lombardia dovuta ad H1N1".

Via | adnkronos.com

Influenza A, salgono a 30 le vittime in Italia

Sono salite a 30 in Italia le vittime del virus dell’influenza a/H1N1. Oggi sono morte infatti altre quattro persone, fra le quali una bambina di 9 anni e una ragazza di 14. Delle quattro vittime, tre avevano già gravi problemi di salute, mentre un uomo di 35 anni era sano. L’ondata della pandemia, che finora ha provocato nel mondo circa 6.400 morti, si sta avvicinando a grandi passi anche in Italia, dove si manifesta ancora a macchia di leopardo. Sebbene nella maggior parte dei casi l’influenza si manifesti in modo lieve in Italia come nel resto del mondo, l’attenzione degli esperti è puntata sulla giovane età della maggior parte delle vittime. Lo ha ribadito anche oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rilevando che la grande maggioranza dei decessi dovuti all’influenza A riguarda persone tra 20 e 60 anni. Sempre l’Oms ha raccomandato oggi la sorveglianza negli allevamenti di mammiferi e volatili per identificare eventuali infezioni dopo i casi isolati avvenuti in Cile, Canada e Usa.

Proseguono gli arrivi dei vaccini e per lunedì 9 novembre, come previsto dal ministero del Welfare, tutte le Regioni dovrebbero essere al nastro di partenza per dare il via alla campagna di vaccinazione. «Vaccineremo 24 milioni di persone, pari al 40% della popolazione» allo scopo di evitare una seconda ondata, ha detto oggi il viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio. Sull’ operato di quest’ultimo nella gestione dell’emergenza legata alla pandemia ha dato oggi un giudizio favorevole il ministro Maurizio Sacconi, dichiarando inoltre che «il viceministro Fazio presto sarà ministro per la Salute».

Le nuove vittime dell’influenza A sono un uomo di 55 anni che soffriva di leucemia linfatica cronica e diabete, morto nell’ospedale di Mestre; una bambina di 9 anni, anche lei colpita da un tumore e ricoverata a Campobasso; una ragazza di 14 anni malata di leucemia mieloide acuta ricoverata a Monza; un indiano di 35 anni, morto nei giorni scorsi nella sua casa nel bresciano che non soffriva di altre patologie.

Anche oggi sono avvenuti nuovi ricoveri dovuti al virus pandemico. È accaduto a Sassari (una bambina di 12 anni, che dopo le prime cure è in miglioramento), Olbia (un giovane di 26 anni). Stazionarie le condizioni di tre pazienti ricoverati nei giorni scorsi in terapia intensiva a Firenze, Palermo e Sassari.

Nelle scuole di alcune regioni, come Valle d’Aosta e Lombardia, il numero dei banchi vuoti comincia ad aumentare, anche se per il momento le assenze sembrano confrontabili a quelle che si registrano nell’influenza stagionale. In molte scuole, intanto, scatta la corsa alla prevenzione. Accade a Fiumicino, vicino Roma, dove si è deciso di installare erogatori di gel antisettico per lavare le mani. E nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado della provincia di Modena si distribuiscono video, depliant, fazzoletti, asciugamani e contenitori di carta.

Via | lastampa.it

Diabete: erbe cinesi per controllare il glucosio

Diverse erbe tradizionali della medicina cinese possono aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue nelle persone con un elevato rischio di sviluppare il diabete, secondo una ricerca australiana.

L'equipe della dottoressa Suzanne J. Grant, del Centre for Complementary Medicine Research della University of Western Sydney, ha passato in rassegna 16 trial clinici condotti su 15 diversi mix di erbe cinesi e ha scoperto che nel complesso le erbe hanno aiutato ad abbassare il glucosio nelle persone con pre-diabete, ovvero un ridotto controllo degli zuccheri nel sangue che puo' portare al diabete vero e proprio. Unendo l'uso di queste erbe a un cambiamento dello stile di vita (alimentazione corretta, attivita' fisica, ecc.), i partecipanti agli studi raddoppiavano le probabilita' di riportare i loro livelli di glucosio entro la norma. Inoltre, le persone che usavano le erbe cinesi avevano meno probabilita' degli altri di sviluppare il vero e proprio diabete, come si legge sulla Cochrane Library, rivista della Cochrane Collaboration. Si tratta di risultati "promettenti", secondo la Grant. Gli studi esaminati dalla sua equipe hanno incluso in tutto 1.391 uomini e donne con intolleranza al glucosio o glucosio a digiuno fuori norma - problemi nel controllo degli zuccheri nel sangue che portano a una glicemia alta, ma non sono ancora considerati diabete. Gli studi hanno testato diversi mix di erbe cinesi usati per il controllo della glicemia: Jiangtang Bushen, Xiaoke huaya, Tang Kang yin. Nella maggior parte dei trial, i prodotti sono stati combinati con modifiche dello stile di vita. Non sono stati rilevati effetti collaterali. La dottoressa Grant tuttavia avverte: e' presto per raccomandare la medicina cinese in caso di pre-diabete. E questo perche' i trial finora condotti non sempre sono stati rigorosi e obiettivi. Inoltre, nella medicina cinese non c'e' una formula che vale per tutti: il medico valuta caso per caso e prescrive il mix giusto di erbe per ciascun paziente.

Via | salute.agi.it

Medicina estetica, lifting non chirurgico

"Il lifting non chirurgico è ormai una realtà". Inizierà così oggi a Milano il suo intervento l'esperto in medicina estetica Francesco Paolo Alberico nel corso dell'undicesimo Congresso Internazionale di Medicina Estetica dell'gorà, una delle più autorevoli Società italiane di medicina di indirizzo estetico.

Alberico, specializzato in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore, Farmacologia Clinica con l'idoneità Ospedaliera in Chirurgia Plastica è responsabile dell'Unità Operativa Dipartimentale di Terapia del Dolore dell´Asl Napoli 1, presenterà lo "Skintightening", la nuova frontiera della medicina estetica proveniente dagli Stati Uniti.

"Lo "Skintightening"- dichiara Alberico- è una tecnica che viene realizzata utilizzando la BBLs della Sciton Usa, una luce pulsata caricata con un particolare filtro che consente l´emissione nel "vicino infrarosso". La metodica permette di ricompattare la matrice collagenica dei tessuti ridando consistenza e tonicità lì dove sono stati persi".

Nel corso del convegno Alberico presenterà un protocollo personale ideato per ottimizzare i risultati, che prevede anche l´utilizzo di alcuni peeling non aggressivi, prodotti farmacologici della "Eugenomics" e la biorivitalizzazione con fattori di crescita piastrinici.

Via | dossiermedicina.it

Doppia vaccinazione contro l'influenza per un medico di famiglia su tre

Influenza suina, vaccinazione

Doppia vaccinazione contro l'influenza per un medico di famiglia su tre. Il 32,9 % dei camici bianchi, infatti, si immunizzerà contro il virus dell'influenza stagionale e contro l'H1N1. Nessuna vaccinazione contro la nuova influenza, invece, per circa il 60% dei medici: il 35,27% dice che non si sottoporrà a nessun vaccino e il 26% farà solo quello contro la forma stagionale. Disposto a proteggersi solo contro l'H1N1 è il 5,79%.

Sono i dati del sondaggio realizzato su 2.158 medici di famiglia, presentati oggi al Congresso della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) in corso a Santa Margherita di Pula (Ca).

Via | adnkronos.leonardo.it